U-BILITY PLATFORM 

UNIQUENESS AND ABILITY

1. PROGETTARE – AGIRE – MISURARE

Abbiamo realizzato un programma di form/azione e consulenza denominato “Edusphere Project” per dare un nuovo impulso alla tua attività grazie a collaudati framework di Business Innovation & Service Design, con l’intento di inquadrare o re-inquadrare in modo originale problemi complessi e poco definiti con il fine di convergere velocemente verso soluzioni adeguate, come impiegare logiche creative grazie a pratiche di Design Thinking e come impiegare diversi pattern narrativi per migliorare l’efficacia dei processi. Le domande dalle quali siamo partiti:

  • in che modo il Design Thinking può essere utilizzato dalle aziende per aumentare la loro capacità di innovazione sostenibile?
  • Qual è il ruolo del Design Thinking nel dare significato alle tecnologie digitali in modo che possano portare valore alle persone?
  • In che modo il Design Thinking può essere utilizzato dalle aziende per affrontare efficacemente le sfide introdotte dalle tecnologie digitali?
  • In che modo il Design Thinking consente un uso sinergico di intelligenza umana e artificiale?
  • In che modo il Design Thinking abilita interazioni di valore tra persone ed oggetti?
  • In che modo la disponibilità di enormi moli di dati influenza il processo creativo alla base del Design Thinking?

I nostri per[corsi] di Business Innovation & Service Design sono strutturati (grazie ad un concept innovativo) inusuali, interattivi, generativi e si inquadrano in una road-map più ampia di affiancamento consulenziale del management caratterizzato da analisi, strategia e sperimentazione continue.

 

 2. RECOVERY PLAN: INNOVARE LE IMPRESE PER RILANCIARE L’ITALIA

Il Recovery Plan riserva un posto di rilievo all’innovazione e al sostegno alla trasformazione digitale delle imprese, come leve per la ripartenza dell’Italia e l’accelerazione sul fronte della digitalizzazione per superare i problemi messi in luce dall’ultimo rapporto DESI.

L’ obiettivo è accelerare la trasformazione digitale dell’Italia, attraverso misure come Transizione 4.0 a supporto delle aziende. Il digitale ha un posto di rilievo nel Recovery Plan licenziato dal Consiglio dei Ministri, un po’ perché ci obbliga l’Europa, un po’ perché forse si capisce l’importanza di puntare su questo ambito per il futuro dell’Italia.

Quattro gli assi strategici: digitalizzazione, innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale.

Si legge nella premessa del Recovery approvato dal nostro Governo: “Secondo l’Indice annuale sull’innovazione della Commissione Europea, l’Italia è un “innovatore moderato”, sotto la media dell’Unione. Per diventare un leader dell’innovazione, dovrà aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo, pubblici e privati, e competere sulla frontiera tecnologica, in particolare nel trasferimento tecnologico e nelle catene strategiche del valore europee, con un forte coinvolgimento delle PMI, puntando sulle filiere più avanzate, sulla crescita dimensionale e l’internazionalizzazione”. (Fonte: Agenda Digitale).

 

3. ANALISI DEI RISCHI E DECISIONI STRATEGICHE

Il bisogno di equilibrio è comprensibile: permette di osservare modelli di attività nell’analisi economica e matematica che possono essere ripetuti, trasferiti, scalati. Ma ci sono sempre più perturbazioni che rendono il concetto di equilibrio inaffidabile. I progressi nelle tecnologie così come i cambiamenti nel tessuto sociale stanno alterando drammaticamente i mercati. La comparsa di nuove variabili, che riflettono lo sviluppo della nostra economia negli ultimi due decenni, ha rotto per così dire l’equilibrio del sistema economico, ammesso che questo sia mai stato reale, creando tuttavia nel contempo maggior spazio per il miglioramento e l’esplorazione. (Arthur, 2013). Certo è che laddove eventi estremi e improbabili possono causare danni, possono anche offrire benefici (se li cerchiamo) ritenuti fino a poco tempo prima inesistenti. È in questa logica che Nassim Taleb ha coniato il termine antifragilità per descrivere l’atto di cercare benefici come risposta ad eventi inaspettati (Taleb, 2012). L’antifragilità è un elemento portante del nostro approccio metodologico.

La volatilità e l’incertezza che caratterizzano questo difficile periodo ci inducono dunque ad ampliare sempre più il raggio di azione e a discutere non solo di dati di bilancio, ma anche (e soprattutto) di previsioni, redditività, gestione del rischio, analisi del business e decisioni strategiche. 

Innescate dalle difficoltà generate dalle crisi in corso, nei prossimi anni saranno molteplici e rilevanti le sfide che le imprese dovranno affrontare da un punto di vista “glocal” (globale locale). Per essere sempre più competitivi occorrono strumenti finora scarsamente utilizzati, in ambito PMI, in modo da cogliere sia gli effetti delle mutazioni in atto (es. the grey rhino), sia i “segnali deboli”, interpretarli e “azionarli”: pensiamo a framework di costruzione di scenari differenziati che – ognuno con caratteristiche peculiari – vanno sotto il nome di corporate foresight.

 

4. APPROCCIO METODOLOGICO SISTEMICO

Siamo un team di designers dell’innovazione e della sostenibilità, specialisti in strategie di impresa, sviluppo organizzativo, gestione delle risorse umane, comunicazione e marketing. Ci occupiamo di economia circolare e valorizzazione del capitale umano. Uniamo progettualità ed esecuzione, grazie ad un network di professionisti, start-up e imprese partner di sicuro affidamento con le quali abbiamo condiviso e condividiamo a tutt’oggi tante importanti esperienze. Collaboriamo anche con istituti universitari e di ricerca nazionali ed internazionali per “portare ogni volta un pezzetto di futuro” dentro le PMI e allargare la visione verso un mondo in continua trasformazione.

Dopo anni di studio ed esperienza sul campo, abbiamo sviluppato una metodologia efficace per costruire organizzazioni ecosistemiche – che abbiamo definito ORGANIZZAZIONI PESC (Positive, Esponenziali, Sostenibili e Circolari) – ovvero resilienti e antifragili, che performano nel tempo. Il nostro approccio è: (a) INUSUALE – dovete essere pronti a rimettervi in gioco ed abbandonare falsi miti, credenze, a rivedere schemi mentali… (b) RIGOROSO – sia da un punto di vista scientifico che metodologico; (c) STRATEGICO – puntiamo a dare un contributo concreto all’evoluzione della vostra organizzazione e non ultimo (d) PERSONALIZZATO – perché ogni organizzazione ha la sua storia, un proprio DNA culturale e manageriale che non può non essere adeguatamente considerato.

5. TRANSFORMATIVE DESIGN

Le organizzazioni PESC (Positive, Esponenziali, Sostenibili e Circolari) sono il futuro dell’economia, sono il futuro dell’Italia. Rappresentano il cambiamento auspicabile coniugando innovazione, crescita economica, utilità sociale e rispetto degli equilibri ambientali. Il nostro design trasformativo si basa su questi 3 pilastri:

TRANSIZIONE DIGITALE – La comprensione delle forze che guidano la disruption e la capacità di condurre un’impresa verso la trasformazione digitale, oppure la costruzione di una ExO partendo da un’idea, è oggi un tema dominante. Implementare il modello ExO non è un compito facile. Se non si dispone del metodo giusto, saranno molti i fattori che ostacoleranno il percorso, impedendo la trasformazione desiderata, a partire dal sistema immunitario aziendale.

TRANSIZIONE GREEN – Alleggerire l’impronta ecologica, ridurre gli scarti di produzione e usare le risorse costose in modo più efficiente sono obiettivi strategici. Creare un modello d’impresa circolare, tuttavia, non è affatto semplice e adottare un metodo inadeguato può rivelarsi costoso. Lo sviluppo di un modello d’impresa sostenibile dipende da numerosi fattori, ma forse il più importante è scegliere un percorso allineato alle capacità e alle risorse di un’azienda, che tenga conto dei vincoli delle sue attività operative.

TRANSIZIONE ORGANIZZATIVA – Trasformare un’organizzazione non significa lavorare solamente sull’organizzazione stessa. È fondamentale anche operare un cambiamento radicale nel modo di pensare e nella base di conoscenze del personale che vi lavora. Il personale chiave dev’essere ampiamente coinvolto: sono loro che dovranno imparare nuovi concetti, usare i nuovi strumenti, proporre le proprie idee sulla trasformazione.

Spesso è difficile adattarsi ai cambiamenti; il team di leadership è, pertanto, pienamente coinvolto nella sfida.

…E su 3 principi inderogabili: 1) PURPOSE; 2) ENGAGEMENT; 3) ACCOUNTABILITY.

6. TRE STRATEGIE DI BASE PER LA CIRCOLARITA’

E’ facile capire perché sempre più imprese manifatturiere parlino della cosiddetta “economia circolare”, ossia un sistema in cui le aziende creano catene logistiche che recuperano o riciclano le risorse utilizzate per fabbricare i loro prodotti. Alleggerire l’impronta ecologica, ridurre gli scarti di produzione e usare le risorse costose in modo più efficiente sono senza dubbio obiettivi interessanti per un imprenditore/amministratore delegato. Le imprese — dai fabbricanti di prodotti per la nuova economia alle aziende più tradizionali che producono capi di abbigliamento e mobili — possono creare un modello d’impresa circolare in molti modi, ma quasi tutti prevedono una combinazione di tre strategie di base:

  • Mantenere la proprietà del prodotto (MPP). Nella versione classica di questo metodo, il fabbricante noleggia o concede in leasing il proprio prodotto, invece di venderlo. Il fabbricante è quindi responsabile dei prodotti una volta che i consumatori smettono di utilizzarli. La strategia MPP è interessante per le aziende che offrono prodotti complessi con un alto valore incorporato. Questa strategia può richiedere forti investimenti nelle capacità di manutenzione e di assistenza post-vendita e può rivelarsi più costosa per le aziende e, in definitiva, anche per i clienti, rispetto a una strategia di vendita e sostituzione. La strategia MPP può funzionare anche con prodotti più semplici, quando sono relativamente costosi e vengono utilizzati di rado. 
  • Prolungare la vita del prodotto (PVP). Le aziende che adottano questa strategia si focalizzano sulla progettazione di prodotti che durino più a lungo, una scelta che può offrire possibilità sui mercati dell’usato. Poiché una durata maggiore del prodotto significa un numero inferiore di acquisti nel corso del tempo, può sembrare una pessima idea per i produttori di attrezzature originali. Ma la durabilità è un fattore di differenziazione competitiva e fornisce una solida giustificazione per applicare un sovrapprezzo. La strategia PVP può inoltre aiutare le imprese a prevenire la defezione dei clienti in favore di un marchio rivale.
  • Progettare ai fini del riciclo (PFR). Le aziende che applicano questa strategia riprogettano i loro prodotti e processi di fabbricazione in modo da massimizzare la recuperabilità dei materiali per usarli in nuovi prodotti. Questa strategia in molti casi comporta una collaborazione con altre aziende, dotate di competenze tecnologiche specifiche o che possono avere migliori possibilità di utilizzare i materiali recuperati.

Per stabilire quale combinazione delle tre strategie di base estrarrà maggiore valore per la vostra azienda è necessario porsi le giuste domande.

7. EDUSPHERE PROJECT: ENTERPRISE DEVELOPMENT PROGRAMS

I nostri [per]corsi partono dunque da un disegno trasformativo della cultura aziendale e dall’identificazione scientifica delle aree di debolezza e delle aree di forza dell’organizzazione, al fine di aumentare le conoscenze in termini di progettazione, innovazione, redesign organizzativo e nuovi stili di leadership e di people management.

Cominceremo progressivamente attraverso una serie di azioni che ci aiuteranno a raccogliere informazioni utili a definire il percorso formativo-consulenziale: 1 ASSESSMENT AZIENDALE per connettersi alle esigenze di business dell’organizzazione. 1 ASSESSMENT INDIVIDUALE con profilazione dei manager coinvolti. 1 GAP ANALYSIS, utile al raggiungimento degli obiettivi prefissati. 2 SURVEY, iniziale e finale, per tracciare la prossemica di ciascun partecipante verso i contenuti e le dimensioni del modulo formativo.

La composizione e l’articolazione dell’offerta si basa su Moduli Tematici Tras-formativi; essa dipende dallo sviluppo del Piano di azione aziendale e si articola in base alla 3E Formula:

EXP: per il redesign trasformativo, short-course, 3 settimane per 45 ore totali.

EXE: per unire progettualità e operatività, mid-course, 6 settimane per complessive 90 ore totali.

EVO: per far evolvere individui e azienda, full-course, 9 settimane per complessive 135 ore totali.

Elementi distintivi

TOTALY FREE: è possibile e semplice “scalare” le formule di Edusphere Project.
CUSTOM: è tutto personalizzato in base alle esigenze ed in funzione dei risultati raggiunti.
REMODULABLE: per avere sempre sotto controllo l’esecuzione del programma in base ai risultati attesi.

La metodologia si basa su una co-progettazione di tipo Devo-Ops centrata su OKR (Ojectives & Key Results) condivisi.

Si tratta di un modello partecipativo e innovativo, mutuato dalle tech company, che rimodula il processo di lavoro per superare il concetto di “raggiungimento dell’obiettivo” e di valutazione della performance personale fine a se stessa, inserendola in un’ottica di condivisione dei compiti e dei goal aziendali. Il fine ultimo è rendere tutti i dipendenti partecipi e artefici del successo dell’azienda, e contemporaneamente, padroni del loro tempo.

In ANW, dove l’innovazione è il cuore pulsante, promuoviamo, sosteniamo e adottiamo questo modello con successo, ma in Italia è ancora decisamente poco diffuso. La formula è pensata per essere reiterata in cicli trimestrali di progetto con focus su risultati predefiniti e differenziati in funzione di una logica x+1.

 

 

 

 

#CO-CREATION

ANEWAY

Digital Transformation

TRASFORMAZIONE DIGITALE

La digitalizzazione è destinata a rivoluzionare il modo di fare impresa ad ogni livello o settore, ridefinendo le attività, la governance e i processi. La trasformazione digitale è il frutto di un cambio di prospettiva e, insieme, è un’evoluzione culturale che cresce di pari passo con la capacità stessa di raggiungere la maturità digitale: l’azienda diventa data-driven, i dati aggiornati ed elaborati con sistemi analitici sempre più intelligenti sono disponibili ad ogni livello decisionale.

Un contesto che grazie alle nuove tecnologie mette sia il cliente, sia la persona al centro del fare impresa, sollecitando l’adozione di nuove metodologie per garantire insieme agilità, sicurezza e time to market.

Tradotto in operatività: per reggere le sfide della digitalizzazione serve saper cambiare e adeguare le proprie competenze e i processi.   

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