impresa e banca

IL NUOVO RAPPORTO BANCA IMPRESA

Le piccole e medie imprese (PMI) sono di grande importanza in Area Euro. Ne rappresentano il 99,8% in numero, il 60% in fatturato e il 70% in occupazione.  Allo stesso tempo, le PMI non sono solo “in scala ridotta”, versioni di grandi imprese.  È probabile che il meccanismo di trasmissione della politica monetaria sia diverso per le PMI rispetto alle grandi imprese a causa della maggiore dipendenza delle PMI dal finanziamento bancario.  Un’indagine effettuata sia dalla Banca Centrale Europea (BCE) che dalla Commissione europea (CE) ha mostrato che dati comparabili, puntuali e continuativi non esistono per le PMI dell’UE.

Mai come oggi il principale strumento di comunicazione Banca-Impresa è rappresentato dal Bilancio.  Precedentemente la relazione con le strutture locali della Banca permetteva una comunicazione maggiormente discrezionale.  I vincoli, la regolamentazione, la realizzazione di Gruppi bancari internazionali, l’innovazione nei processi e la creazione di strutture specialistiche preposte all’analisi della capacità di rimborso da parte delle imprese, richiedono sempre di più correttezza e qualità informativa dei Bilanci.

Per far sì che alla sostenibilità del credito bancario corrisponda la ripresa e lo sviluppo delle PMI è necessario:

  • un rapporto Banca-Impresa stretto e trasparente;
  • la conoscenza e l’utilizzo da parte delle PMI di tutte le leve operative per rafforzare i Bilanci (con i quali si esprime lo sviluppo dell’attività d’Impresa), nonché delle agevolazioni offerte dalla normativa vigente;
  • la presentazione di progetti “bancabili” da parte delle imprese.

Oggi più che mai le banche nel valutare le PMI devono considerare ogni aspetto del Bilancio, ma anche variabili di natura qualitativa per identificarne la capacità di rimborso e la probabilità di default.

La capacità di una impresa di far fronte ai propri impegni nei confronti del sistema bancario (Rating) corrisponde ad una probabilità di default su un ciclo economico determinato. Il ciclo può comprendere periodi di forte crescita economica e/o di recessione, quindi:  

  • richiede la valutazione del merito creditizio della PMI su un ciclo completo di business (in generale da 5 a 7 anni) con analisi della situazione economico-finanziario-patrimoniale degli ultimi 3 esercizi (ove confrontabili) e la valutazione prospettica dei successivi 2/3 esercizi (Budget e Business Plan).

Tra le variabili qualitative alle quali si attribuisce un “valore” rivestono un elemento importante i seguenti items:

  • Ambiente e settore di business
  • Velocità di crescita del mercato
  • Presenza ed entità di barriere all’entrata
  • Sensibilità a cambiamenti tecnologici ed alle prospettive di settore
  • Necessità di investimenti in capitale
  • Ambiente macroeconomico, sociale e politico, normativa di riferimento
  • Posizionamento dell’azienda nel settore di riferimento
  • Posizione della PMI nei mercati di riferimento (leadership, posizione di rilievo, competitor significativo o meno)
  • Mercati/prodotti/clienti/mix di fornitori (differenziati? stabili?)
  • Gli indicatori di competitività rispetto ai competitors (azienda migliore, tra le migliori, sopra la media, nella media, sotto la media)
  • Capacità di rimborso – molto alta, alta, costantemente in aumento o meno durante l’intero ciclo di business
  • Liquidità, qualità e diversificazione degli asset
  • Indicatori finanziari (crescita, stabilità, etc.)
  • Capacità del management di attuare le strategie annunciate
  • Raggiungimento degli obiettivi definiti
  • Esperienza ed efficienza dei manager
  • Struttura ed influenza del Consiglio di Amministrazione
  • Qualità e trasparenza dei bilanci
  • Modalità di accesso ai mercati finanziari
  • Accesso ai mercati finanziari internazionali ed al settore bancario e a quali condizioni (molto vantaggiose, vantaggiose, soddisfacenti, accettabili, necessità di rilascio garanzie, vincoli più o meno forti per il ricorso al credito)

Le politiche di bilancio!

Capitalizzazioni di beni strumentali e di spese in R&S?  Riduzione degli ammortamenti?  Riduzione delle svalutazioni crediti?  Politica di “massimizzazione” delle rimanenze di magazzino?

Gli Istituti Bancari sono tutti dotati di strutture per l’analisi dei Bilanci e della capacità delle imprese di generare cash flow in grado di ripagare i debiti; l’esperienza insegna che le politiche di bilancio di cui sopra sono quelle dove si celano valori maggiormente “stimati” e soggetti a scarsa trasparenza. La correttezza dell’imputazione di tali voci di bilancio e la corretta spiegazione nella Nota Integrativa aiutano la Banca a concedere maggiori finanziamenti alle imprese, esponendosi a minori rischi di eccessiva dotazione di capitale regolamentare.

R&S – requisiti per la capitalizzazione:

  • Prodotto o processo chiaramente definito
  • Costi identificabili e misurabili  
  • Progetto tecnicamente fattibile  
  • Disponibilità di risorse finanziarie sufficienti a completare l’attività  
  • Recuperabilità attraverso ricavi futuri  
  • Richiesta del consenso al Collegio Sindacale
  • Spese di Pubblicità – i costi devono possedere carattere di eccezionalità e non di ricorrenza. Si deve trattare di costi collegati al “lancio” di un nuovo prodotto e non “di sostegno” a prodotti già esistenti. L’impresa deve avere “ragionevole aspettativa di importanti e duraturi ritorni economici” (OIC 24).  

 

Alessandro Baccani – Fonte BNL

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